“Insostenibile”. L’unico termine con il quale si può definire lo sfruttamento delle foreste tropicali negli ultimi quindici anni.

Basti pensare alla situazione nelle Isole Salomone, dove il tempo necessario ad una foresta tropicale per rispristinare biomassa, volume del legno e biodiversità varia da 45 a 500 anni, rendendo insufficienti i cicli di massimo 35 anni, attualmente applicati. In pratica, si estrae legname ad un ritmo nettamente superiore alle capacità delle foreste di “rigenerarsi”, e la situazione interessa ormai qualsiasi parte del Pianeta.

La deforestazione, responsabile del 20% delle emissioni annuali di gas serra rilasciate dalle attività umane, è destinata a sfociare in un drammatico “picco del legno”, così come accade già per il petrolio.

Gli studiosi lo sanno, ma i loro avvertimenti sembrano destinati a finire nel dimenticatoio: ultimo, in ordine di tempo, l’articolo a firma del Dott. Philip Shearman e pubblicato sulla rivista Biological Conservation, dove vengono riportati i risultati di uno studio effettuato da alcuni studiosi australiani, i quali dimostrano come nelle Filippine, ed in quasi tutta la zona asiatica del pianeta, la produzione di legno sia evidentemente in calo.